
E’ in discussione in queste ore al Senato la Robin Hood Tax, imposta che prevede un inasprimento di quattro punti percentuali – da 6,5 a 10,5 – dell’addizionale Ires per le aziende energetiche con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, comprese quelle che producono da fonti rinnovabili.
“L’estensione della tassa a tutte le aziende energetiche, comprese quelle del comparto rinnovabili, prevista dal Decreto Anticrisi 138/2011, approvato dal Governo il 13 agosto scorso, penalizza ingiustamente un settore in forte crescita.” afferma l’ Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili “Questa nuova tassa è in aperta contraddizione con i programmi di promozione e sostegno dello sviluppo delle fonti rinnovabili, contenuti nel decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (in attuazione a precisi e vincolanti obblighi comunitari – il pacchetto Energia/Clima 20-20-20) e colpirebbe ulteriormente un comparto che si è già visto, negli scorsi mesi, tagliare significativamente gli incentivi nonostante il perdurare di elevati oneri autorizzativi e dell’incertezza normativa.”
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