mercoledì 13 aprile 2011

Convegno Ises Italia: rinnovabili strada maestra, ma occorre unità e condivisione

Pubblicato da Patrizia Frattini


Convegno Ises Italia: rinnovabili strada maestra, ma occorre unità e condivisione

I risultati del Convegno Ises “Le finanze, le regole, l’industria: cosa occorre perché le rinnovabili diventino sempre più una realtà economica”, che si è tenuto lunedi 11 aprile a Roma: “L’Italia è ancora troppo debole e troppo poco sfidante”.

Le rinnovabili sono la strada maestra per la produzione di energia, la ripresa dell’economia e il rilancio dell’industria; occorre però unità negli intenti e condivisione delle posizioni per salvaguardare un settore che potrebbe rendere l’Italia un Paese leader in Europa. Il ConvegnoLe finanze, le regole, l’industria: cosa occorre perché le rinnovabili diventino sempre più una realtà economica”, organizzato nel pomeriggio di lunedi a Roma da Ises Italia, ha fatto il punto sulle prospettive relative alla finanza, alla policy e alla risposta dell’industria nazionale del settore delle rinnovabili per capire, dopo le recenti decisioni normative, quali siano le condizioni per raggiungere gli obiettivi a lungo termine concordati con l’Unione Europea.

Per il Presidente del GSE, Emilio Cremona, che ha aperto i lavori, le rinnovabili sono fondamentali per il rilancio dell’industria nazionale. Cento miliardi di euro è il fatturato complessivo delle aziende che hanno aderito al portale del GSE Corrente.it, 200.000 gli occupati nel comparto: per Cremona, con le formule giuste è possibile arrivare a una “filiera concreta, che opera in un mondo reale governato da regole certe”.

Il Presidente di Ises Italia, G.B. Zorzoli, ha illustrato quelli che sono gli orientamenti in termini di capacità installata e di obiettivi al 2020 dei Paesi dell’Unione Europea, dimostrando come l’Italia sia ancora troppo debole e poco ambiziosa rispetto al resto dell’Europa. Il Presidente ha riflettuto anche sui motivi che hanno portato il nostro Paese a ritrovarsi in questa posizione, parte dei quali legati agli interessi di chi non si occupa di rinnovabili. “Realizzando gli obiettivi del Piano di Azione Nazionale – ha detto – la domanda di gas al 2020 sarebbe del 21,8% inferiore e quella di gasolio del 22,5, con grande beneficio per la nostra sicurezza nazionale, ma creando problemi ad altri settori economici, che vanno affrontati a livello politico”.

Per quanto riguarda i problemi finanziari, passati in rassegna del Consigliere di Ises Italia, Paolo Tabarelli De Fatis, la situazione non è delle migliori. Il Decreto Romani, ha rammentato Tabarelli, è solo l’ultima delle azioni che hanno provocato momenti critici alle FER: “Prima l’articolo 45 del DM 122, poi il TICA, infine il Decreto che decide l’abbandono del sistema di CV, introduce un sistema regolatorio per gli impianti esistenti o completati entro il 2012 (di cui si conosceranno i termini tra 6 mesi) e istituisce un sistema di aste per gli impianti che saranno realizzati a partire dal 2013”. Tale situazione, secondo Tabarelli, ha messo in stand by le banche straniere, in attesa di decreti attuativi, e fa procedere con circospezione quelle italiane, rallentando di fatto i flussi finanziari.

Che ci sia stato un vero e proprio “attacco al settore” dal 2008 in poi, ne è convinto Marco Pigni, di APER, attacco che è diventato ancora più duro con il Decreto e che è necessario neutralizzare per sollevare dalla crisi il settore. “Finché la grid parity non sarà raggiunta – ha dichiarato Pigni – le rinnovabili avranno bisogno di un sistema di sostegno coerente con l’evoluzione tecnologica e con valori ben distinti per taglie e per fonti”. L’auspicio condiviso è che ci sia quanto prima l’emanazione dei decreti attuativi.

La seconda parte del pomeriggio, invece, è stata dedicata alla Tavola RotondaLa posizione dell’industria”, moderata dal Vice Presidente di Ises Italia, Roberto Vigotti, alla quale hanno partecipato Simone Togni (ANEV), Andrea Brumgnach (GIFI), Walter Righini (FIPER) e Marco Pigni (APER).

Quello che è emerso è che, per rendere le rinnovabili sempre più una realtà economica occorre da una parte agire sui margini dei decreti attuativi nel tentativo di inserire elementi di coerenza per tutto il comparto, dall’altra fare riferimento al PAN. Di una cosa il comparto industriale è convinto all’unanimità: non guardare alla singola tecnologia, ma al settore nel suo insieme. “Senza una vera vision dell’energia – ha concluso Vigotti – l’Italia potrebbe perdere anche il suo fondamentale ruolo di ponte acquisito nel Mediterraneo, lasciandosi scappare un’occasione di rilancio industriale strategica per la nostra economia”. “Inoltre dovremmo pretendere – ha aggiunto Zorzoli – che il Governo chiami ufficialmente attorno a un tavolo tutti i portatori di interesse, sia quelli a favore sia quelli contro le rinnovabili”.

Fonte immagine: Risparmiodienergia.it

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